Mancini, il tuo passato dice che persona sei realmente

Da ieri sera, si è scatenata una vera e propria gogna mediatica sulle affermazioni offese di Sarri a Mancini ovvero: “frocio” e “finocchio”.

Il tecnico Napoletano si è scusato immediatamente sia in maniera privata che in maniera pubblica davanti alle telecamere, cosa che seppur dovuta, non tutti avrebbero fatto.
La cosa non è bastata però ne a Mancini che ha colto la palla al balzo per riportare pubblicamente l’accaduto dando dell’omofobo e razzista a Sarri, ne a certa stampa che ci ha “sguazzato” dentro montandone un caso nazionale addirittura internazionale!

Ora, indubbiamente Sarri ha commesso un errore, spinto soprattutto dalla rabbia e dalla tensione, a rivolgere tali offese a Mancini (che non ha esitato a sfruttare per far mettere alla gogna mediatica Sarri), ma lo stesso Mancini è l’ultimo a poter fare la predica di come ci si comporta in campo, in temi che riguardano il razzismo o anche sulla vita privata

Iniziamo con i fatti meno recenti risalenti agli anni 2000 e 2007…

Il 20 ottobre 2000, lo stesso Mancini minimizzava un evento razzista accaduto tra Sinisa Mihajlovic e Patrick Vieira, dove Patrick Vieira lancio aggettivi del tipo “serbo di me**a”a Sinisa

GENOVA. «Sinisa e Vieira sono due ragazzi intelligenti, credo che possano superare le tensioni e finirla». Compagno di molte battaglie di Mihajlovic, Roberto Mancini cerca di sdrammatizzare il caso nato dopo l’incontro tra Lazio e Arsenal all’ Olimpico, con le accuse di razzismo lanciate da Vieira al laziale. In visita al Salone nautico di Genova insieme alla moglie Federica e al comandante del suo yacht, l’ ex giocatore della nazionale lancia una sorta di invito alla pace.
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Il 21 ottobre 2007 invece minimizzava gli striscioni razzisti da parte dei tifosi dell’Inter contro i Napoletani

Roberto Mancini si rivolge ai giornalisti e in merito agli striscioni razzisti (ma per lui sono semplici sfottò) sostiene: “Iniziate a non farli vedere, quegli striscioni. Voi fate cronaca? E io dico la mia… Siete dei falsi moralisti“. Alcuni ultrà dell’Inter aveva esposto striscioni (dimensioni 5 metri per 1,5) dove venivano offesi i napoletani in maniera molto pesante. Non è goliardia, quella. Non sono sfottò. Ha ragione Carlo Ancelotti. E’ giusto chiudere la curva dell’Inter per dare un esempio e per non penalizzare uno stadio intero: ha fatto bene il giudice Tosel, confermato dalla Figc. Il quotidiano sportivo francese, L’Equipe, sabato titolava: “Calcio ou chaos?”. Il corrispondente Yoann Riou ricordava anche la frase di De Laurentiis: “E’ uno stato di polizia”, e tutti gli incidenti successi quest’anno.

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Il tecnico nerazzurro aveva definito “sfotto’ e prese in giro” gli insulti verso i tifosi partenopei. “E’ molto sottile la linea che divide lo sfotto’ dal razzismo- ha spiegato l’allenatore del Milan- e’ stata presa una decisione forte e coraggiosa. Spero che possa servire ad avere stadi un po’ piu’ educati”.

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Usciamo dalla zona razzismo ed andiamo sul profilo personale, che lo stesso Mancini adora spiattelare in pubblico, come il divorzio con la moglie, arrivatogli anche a mezzo stampa/social lo scorso luglio

Una separazione a colpi di comunicati. Era stato Roberto Mancini il 26 giugno ad annunciare urbi et orbi (anche sui social attraverso il suo profilo facebook) la fine del rapporto con sua moglie Federica Morelli dopo 25 anni di unione e tre figli. Un comunicato che ha colto di sorpresa la stessa signora Mancini che replica a sua volta con un suo comunicato in cui evidenzia il dispiacere per la scelta del marito di rendere pubbliche decisioni ed episodi privati, ultimi che per altro contesta: “Nel prendere atto della sua volontà di avviare le pratiche per la separazione, Federica Morelli non può che esprimere il proprio disagio per il mezzo mediatico prescelto, che rischia di attribuire dimensioni pubbliche ad una vicenda che sarebbe bene affrontare in un ambito strettamente familiare e personale, nel rispetto della riservatezza e dei sentimenti di tutti coloro che, loro malgrado, ne verranno emotivamente toccati. […]

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Insomma, indipendentemente dal fatto che sia “ricchione” o meno una cosa è certa: è sicuramente una “primadonna” che ama stare al centro dell’attenzione dei media e non si fa scrupoli a danneggiare altre persone pur di esserlo.

Ma non finisce qui: ad ottobre (Ancora ad ottobre, consiglio a Mancini una vacanza il prossimo ottobre, o quanto meno un silenzio stampa) dello scorso anno, subito dopo aver ricevuto una espulsione da parte di Banti nella partita contro il Bologna, non ha esitato a definire gli arbitri dei “somari”, a conferma di come neanche lui sia esente dall’insultare il prossimo sul campo di gioco. E dunque, ripeto, è l’ultimo per fare la predica ad altri allenatori!