Hamsik, e la solite polemiche da mercato

Negli ultimi giorni, e nelle ultime ore, si sono alternate notizie e sentimenti riguardo l’eventuale partenza prima, e permanenza poi, del calciatore azzurro Marek Hamsik, ovviamente, come sempre il tifo azzurro si spacca in, almeno, due parti.

La parte che insulta DeLaurentiis, lo colpevolizza, come ogni cessione, di aver “lucrato sulla nostra passione”, ceduto un nostro beniamino, per il vil denaro, ed è qui che casca l’asino: se come sostengono i detrattori di De Laurentiis il fine è il denaro, vi pare mai possibile che il venale De Laurentiis perda, ulteriormente, la faccia per “solo” 16 milioni di euro? Era comprensibile nei casi di Lavezzi, Cavani ed Higuain, dove la somma in ballo era ben più alta (ma anche li vi ricordo che le cose si fanno con l’approvazione del calciatore, una cessione non può concordarla solo il pappone), ma ne vale la pena per una cifra che per l’ambiente è una miseria, soprattutto in rapporto al valore morale ed al contributo che ancora può dare Hamsik?

Mentre, la parte che insulta Hamsik, lo colpevolizza, anche a lui, di aver ceduto al richiamo del denaro.
Dopo oltre 11 anni, tra le permanenze più longeve similmente a Totti e Del Piero, dedicati alla maglia azzurra, molteplici offerte ignorate da squadre italiana e non, a 31 anni, dunque con una carriera calcistica sulla via del tramonto, vi pare normale che debba ricevere insulti? Decisamente no, non se li merita.
Ed aggiungo: vogliamo ricordare buona parte della tifoseria napoletana come ha trattato a Cannavaro prima di essere ceduto al Sassuolo o Maggio prima di essere ceduto al Benevento?
Dunque fatevi un sacrosanto esame di coscienza, prima di pretendere fedeltà eterna dai nostri talenti azzurri.

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